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Puglia – Gli “antichi mestieri” investono nella formazione continua

Con le sue 266 aziende che hanno avviato un corso di formazione aziendale, la Puglia si posiziona al secondo posto tra le regioni più virtuose

Con le sue 266 aziende che hanno avviato un corso di formazione aziendale,Ā la Puglia si posiziona al secondo posto tra le regioni più virtuose e conferma la sua vocazione nella preparazione e nell’aggiornamento dei propri lavoratori.

A testimoniarlo, i dati dei primi seiĀ mesiĀ Ā delĀ 2022 diĀ FondItaliaĀ (Fondo Formazione Italia) che ha chiuso il IV sportello relativo all’Avviso FEMI 2022.01. Su un totale di 1.700 aziende che hanno partecipato a uno dei 485 progetti approvati daĀ FondItalia, ilĀ 24,5% ha sede in Lombardia,Ā seguita dallaĀ Puglia (15,6%)Ā e dall’Emilia-Romagna (9%).

Nello specifico,Ā i destinatari di progetti di formazione sono oltre 3mila lavoratori pugliesiĀ (3.536 per la precisione),Ā pari al 21% del totale del periodo, che hanno beneficiato di contributi per oltre 2 milioni di euro.

I settori che più hanno richiesto percorsi di formazione sono le attivitĆ  manifatturiere e il commercio all’ingrosso e al dettaglioĀ (130 imprese per un totale di oltre 53.000 ore di formazione) seguiti dall’agricoltura, silvicoltura e pescaĀ (42 imprese e un totale di oltre 7.400 ore/formazione) eĀ le costruzioniĀ (30 imprese e un monte ore di oltre 22mila ore/formazione).

Ā«Le imprese pugliesi dimostrano, ancora una volta, la propria propensione all’aggiornamento professionale e ci ricordano che anche nei cosiddetti ā€œmestieri antichiā€ non bastano più le competenze derivanti dall’esperienza, ma che la pratica e l’esercizio quotidiano devono essere supportati da adeguati aggiornamenti costantiĀ».Ā ĆØ il primo commento di Egidio Sangue, vicepresidente e direttore diĀ FondItalia.

Guardando ai dati sulle fasce di etĆ  dei lavoratori pugliesiĀ si nota che nella prima metĆ  dell’anno hanno preso parte a un percorso formativo soprattutto dipendenti compresi traĀ i 50 e i 59 anni (il 40% del totale)Ā seguiti da quelli compresi nella fascia 40/49 anni (il 24%).

Ā«Se osserviamo la platea dei lavoratori pugliesi che hanno preso parte a un corso di formazione nella prima metĆ  dell’annoĀ –precisa ancora Sangue–Ā ci accorgiamo di quanto siano le fasce più adulte a richiedere aggiornamenti professionali. Un dato che non stupisce e che, confrontato alle imprese che accedono a corsi di formazione continua, si inserisce con precisione nel contesto: si tratta di settori quali l’edilizia, l’agricoltura e la pesca dove, soprattutto nelle regioni del Sud Italia, la forza lavoro ĆØ formata da operatori che superano i 40 anniĀ».

Sulla base dell’analisi dei lavoratori che hanno svolto la formazione in aula nel periodo gennaio/giugno 2022, il destinatario tipoĀ dei progetti formativi, in Puglia, ĆØ prevalentemente uomoĀ (78%). Oltre ilĀ 60%Ā degli iscritti ĆØ in possesso della licenza media, il 25% ha conseguito un diploma di scuola superiore, mentre iĀ laureatiĀ costituiscono il 7%. La fotografia scattata daĀ FondItalia, per quanto concerne laĀ tipologia di impiego, vede al primo posto gliĀ operai generici (78%), seguitiĀ dagliĀ operai qualificatiĀ (8%) eĀ dagli impiegati direttivi (6%).Ā 

Avviato aĀ novembre 2021, a durata annuale e articolato inĀ 6 Sportelli,Ā l’Avviso FEMI 2022.01Ā finanzia progetti di tipo aziendale, interaziendale ed individuale, concordati tra le Parti Sociali che promuovono il Fondo e le imprese aderenti.Ā Per il 2022, il fondo stanziato per la formazione professionale continua ĆØ stato raddoppiato dal Consiglio di AmministrazioneĀ FondItaliaĀ dai 6 milioni di euro iniziali a 12 milioniĀ nella seduta dello scorso 29 marzo.

Ā«Siamo consapevoli di rappresentare un riferimento significativoĀ per le aziende aderenti, soprattutto per le piccole e microimprese – sottolinea Francesco Franco, PresidenteĀ FondItaliaĀ -. Aver raddoppiato lo stanziamento iniziale, promuovendo formazione di qualitĆ  e facilitazioni per le aziende aderenti, rappresenta certamente uno sforzo notevole, ma anche la certezza che nutriamo nella preparazione professionale continua che, nell’economia contemporanea, rappresenta la vera chiave di volta per essere competitivi e affrontare i tempi difficili che stiamo attraversandoĀ».

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