Arrivano i primi prototipi di omogeneizzati a km0, a base dei prodotti simbolo della dieta mediterranea, che rappresenta uno stile di vita caratterizzato da abitudini alimentari salutari, fondamentali giĆ nei primi 1000 giorni di vita dei bambini.
Lāiniziativa ĆØ di Coldiretti Puglia, che ha presentato i baby food a km0Ā nel corso di un confronto alla Fiera del Levante con Maria Rosaria Filograna, Presidente di SIMPE Puglia (SocietĆ Italiana Medici Pediatri) e responsabile nazionale QualitĆ ed Etica, Margherita Caroli, Dottore di Ricerca in Nutrizione Pediatrica, Felice Adinolfi, Professore di Scienze Mediche Veterinarie dellāUniversitĆ di Bologna e Direttore del Centro Studi Divulga e Riccardo Fargione, Direttore di Aletheia.
Un ruolo importante per la salute che ā precisa la Coldiretti regionale ā ĆØ stato riconosciuto ad oltre un decennio dallāiscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dellāumanitĆ dellāUnesco avvenuta il 16 novembre 2010. Lāapprezzamento mondiale per la dieta mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari ā continua la Coldiretti ā si deve agli studi dello scienziato americano Ancel Keys che per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici dopo aver vissuto per oltre 40 anni in Italia. La dieta mediterranea ā sottolinea la Coldiretti Puglia ā ha vinto la sfida tra 24 diverse alternative con un punteggio di 4,6 su 5 grazie agli effetti positivi sulla salute ed ĆØ anche fra le più facili da seguire, adatta alle famiglie.
Lāolio extravergine di oliva (EVO) per esempio, cardine della Dieta Mediterranea, svolge un ruolo fondamentale nellāalimentazione dei bambini, sin dalla prima infanzia, favorendo una crescita sana e protegge da numerose malattie. Secondo una ricerca realizzata dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) su un campione di 1260 pediatri (per il 93% Pediatri di Libera Scelta) che offrono assistenza a oltre 1 milione di famiglie italiane con bambini sotto i 14 anni, lā85% dei pediatri suggerisce lāintroduzione di olio EVO nella dieta sin dallāinizio dello svezzamento, intorno ai 6 mesi di vita, e oltre il 70% consiglia lāutilizzo di un prodotto con specifiche caratteristiche.
āDi contro ĆØ sceso il consumo individuale sotto la soglia minima di 400 grammi di frutta e verdure fresche per persona, da mangiare più volte al giorno, raccomandato dal Consiglio dellāOrganizzazione Mondiale della SanitĆ per una dieta sanaā, ha detto il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni, nel segnalare un dato ancora più allarmante, relativo ai 250 grammi di consumo medio pro capite āse si considera che a consumare meno frutta e verdura sono soprattutto i bambini e gli adolescenti, con quantitĆ che sono addirittura sotto la metĆ del fabbisogno giornaliero, aumentando cosƬ i rischi legati allāobesitĆ e alle malattie ad essa collegate, con una potenziale esplosione della spesa sanitariaā, ha denunciato Piccioni.
Ma sulla dieta mediterranea pesano anche altre minacce – insiste Coldiretti Puglia – come il via libera dellāUnione Europea allāimmissione sul mercato degli insetti come nuovi alimenti o lāautorizzazione Ue concessa allāIrlanda che potrĆ adottare unāetichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche, la tassa sulla carne e il finanziamento dei cibi coltivati in laboratorio.
I pericoli potenziali del cibo sintetico interessano le quattro fasi della produzione di cibo a base cellulare: la selezione delle cellule, la produzione, la raccolta e la trasformazione. In particolare – precisa la Coldiretti – i rischi secondo gli esperti consultati da Fao e Oms riguardano la trasmissione di malattie, le infezioni animali e la contaminazione microbica oltre alla necessitĆ di una particolare attenzione sullāuso di componenti come fattori della crescita e ormoni usati nei bioreattori e su come queste molecole attive possono interferire con il metabolismo o essere associate allo sviluppo di alcuni tipi di cancro. In questo contesto ā precisa la Coldiretti – va peraltro ricordato che lāUnione Europea ha vietato dal 1996 lāuso di ormoni nellāattivitĆ di allevamento e produzione della carne ed ĆØ quindi improbabile che lāEfsa lo possa approvare nellāambito della produzioni a base cellulare.
Dal mondo scientifico cominciano ad arrivare conferme sulla necessitĆ di rispettare il principio di precauzione di fronte ad una nuova tecnologie con molte incognite che rischia di cambiare la vita delle persone e lāambiente che ci circonda, afferma Coldiretti nel sottolineare che proprio per questo la sfida lanciata alle istituzioni europee ĆØ che i prodotti in laboratorio nei processi di autorizzazione non vengano equiparati a cibo ma bensƬ a prodotti a carattere farmaceutico.
Per Coldiretti ĆØ inaccettabile spacciare per tutela del consumatore un sistema che cerca invece di influenzarlo nei suoi comportamenti orientandolo a preferire prodotti di minore qualitĆ anche perchĆ© lāequilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera come nel sistema di etichettatura a batteria, e non certo sullo specifico prodotto.




